Monday, 24 Feb 2020
 
 

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Reti di Laboratori Pubblici di Ricerca

Progetto BISIMANE

RETE REGIONALE

DI OMICA E BIOLOGIA DEI SISTEMI  

Con il completamento delle piattaforme di high-throughput technology è stata di recente realizzata la Rete Regionale di Biologia dei Sistemi che si compone delle seguenti attrezzature scientifiche:

1)Biobanca, allocata presso la Sezione di Urologia e Trapianto di rene del Dipartimento Emergenza e Trapianti di Organi (DETO)

2)Piattaforma di Genomica della Agilent Technologies dedicata allo studio dell’espressione genica nelle cellule e tessuti, umani, piante e animali, allocata presso la Sezione di Nefrologia del DETO.

3)Piattaforma di Genomica della Illumina dedicata allo studio dei polimorfismi genetici nell’uomo, negli animali e nelle piante, allocata presso il Consorzio CARSO di Valenzano.

4)Piattaforma di Proteomica della Bruker Daltonics Srl per lo studio spettrometrico delle proteine nei liquidi biologici, allocata presso il Centro di Ricerca Interdipartimentale Bioagromed dell'Università di Foggia

5)Piattaforma di Metabolomica della Bruker BioSpin Srl per lo studio dei metaboliti nel sangue, nei liquidi organici e negli alimenti, allocata presso il Consorzio CARSO di Valenzano.

6)Sistema di Calcolo Multiprocessore ad alte prestazioni della INFOTEL Srl per lo studio della Biologia dei Sistemi, allocato presso l'Istituto di Studi sui Sistemi Intelligenti per l'Automazione (ISSIA) del CNR, Bari.

Questo enorme patrimonio tecnologico del costo di circa 2 milioni di euro, acquistato con fondi del bando Regionale “Reti di Laboratori Pubblici di Ricerca”, permetterà a tutti i ricercatori che sono interessati alla ricerca nel campo della genomica, trascrittomica, proteomica e metabolomica di poter utilizzare le piattaforme che potranno servire in campo biologico, medico, veterinario ed agronomico.

Ogni piattaforma ha un proprio responsabile a cui il ricercatore potrà rivolgersi per l'uso della piattaforma. Infine i dati ottenuti dalle piattaforme potranno essere elaborati dal gruppo di informatici dell’ISSIA del CNR per lo studio della biologia dei sistemi. È auspicabile coinvolgere le piattaforme nei progetti di ricerca privati e pubblici, nazionali (regioni, ministeri) ed internazionali al fine di innovare l’attività scientifica con tecnologie highthroughput.

PIATTAFORMA DI GENOMICA

 

 

La piattaforma Illumina si avvale di una tecnologia rivoluzionaria che si basa su sfere di silice di 3  micron che si autoassemblano nei micropori di uno dei due substrati: fasci di fibre ottiche o vetrini di silice planare.

Ogni microsfera è coperta da centinaia di migliaia di copie di oligonucleotidi specifici che nei saggi Illumina agiscono come sequenze di acquisizione. La Piattaforma Illumina costituisce lo strumento d’elezione per lo studio di genotipi attraverso i DNA microarray.

Particolari DNA microarray sono gli SNP microarray che sono usati per identificare i così detti tratti ipervariabili, ovvero quelle sequenze che variano tra individui nell’ambito della stessa specie o in sottopopolazioni isolate geograficamente o socialmente. Gli arrays sono quindi utilizzati per identificare i polimorfismi di un singolo nucleotide (single nucleotide polymorphisms, SNPs), che possono essere responsabili della variazione genetica e della suscettibilità individuale a manifestare determinate malattie. I DNA microarray possono essere usati anche per la genotipizzazione (genotyping) nella medicina forense (esame del DNA), nella diagnostica ed in una nuova branca della farmacologia la farmacogenomica che si propone di studiare la relazione tra diversità genetica e risposta ai farmaci, intendendo per risposta sia gli effetti terapeutici che quelli collaterali o avversi. Gli SNP microarray sono anche utilizzati per tracciare i profili di mutazione somatica nelle cellule tumorali. L’amplificazone e la delezione a cui sono soggette queste cellule possono essere studiate contemporaneamente con la tecnica dell’ibridazione genomica comparativa.

La piattaforma Illumina comprende anche un modulo di sequenziamento “next generation” capace di sequenziare in parallelo milioni di frammenti utilizzando la speciale tecnologia, basata sulla chimica, del metodo di terminazione reversibile in cui in fase di sequenziamento vengono aggiunti un nucleotide alla volta ciascuno recante un marcatore cromatico riconosciuto tramite fluorescenza. Questa nuova tecnologia offre un sistema altamente efficiente, accurato e scalabile che stabilisce un nuovo standard per la produttività, economicità e la precisione tra le tecnologie di sequenziamento di nuova generazione.

Sulla piattaforma Illumina sono possibili quindi un ampio spettro di analisi di DNA ed RNA qui elencate:

• analisi genotipica genome-wide e analisi di Copy Number Variation con Infinium HD BeadChips;

• profili di metilazione genome-wide utilizzando HumanMethylation27 BeadChip che possono qualitativamente interrogare 27,578 CpG loci corrispondenti a più di 14,000 geni con una risoluzione a livello di singolo nucleotide;

• analisi di espressione genica globale per RNA umano basato sulle informazioni derivate dal National Center for Biotechnology Information Reference Sequence (NCBI RefSeq) database (Build 36.2, Release 22);

• profili di espressione genica da RNA derivati da tessuti fissati in formalina e inclusi in paraffina (FFPE) per un totale di 24,000 transcritti usando cDNA-mediated annealing, selection, extension, and ligation assay (DASL);

questa tecnologia permette di analizzare anche campioni di RNA parzialmente degradato a partire da 200 ng di RNA totale

Grazie quindi all’implementazione dei diversi moduli della piattaforma Illumina è possibile svolgere studi di gnomica e trascrittomica di qualsiasi tipologia, in ambito medico, veterinario ed agronomico. La tecnologia Illumina sta ottenendo, in questi mesi, risultati sorprendenti nella definizione del modello tridimensionale del genoma di lievito.

Inoltre ha rivelato, per mezzo del sequenziamento ad RNA ad alta risoluzione, la complessità del trascrittoma di riso coltivato che è maggiore di quanto si sapeva finora.

L’Unità Operativa di Ricerca è coordinata dal Prof.F.P.Schena dell’Università degli Studi di Bari ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ). La piattaforma è gestita dal Dr.F.Sallustio This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

 

PIATTAFORMA DI GENOMICA

L’Agilent high-resolution microarray scanner è una piattaforma di seconda generazione che grazie alla sua tecnologia innovativa è in grado di fornire mediante l’uso di microarray dati di alta qualità non solo nel campo dell’espressione genica, ma anche in caso di miRNA profiling, array CGH, ChIP e saggi di metilazione. Utilizza vetrini di formato standard 1’’x 3’’ (25 mm x 75 mm) e i suoi punti di forza rispetto agli altri scanner in commercio riguardano sia l’ottica, sia l’elettronica, sia il software di cui è equipaggiato. La risoluzione ad esempio è compresa in un intervallo che va da 10 a 2 micron, il che permette di acquisire un maggior numero di pixels durante la scansione del vetrino, che si traduce in capacità di generare immagini di alta qualità. Inoltre per la prima volta nell’industria un sistema di auto-focus dinamico permette di incrementare notevolmente la sensibilità correggendo continuamente (più di un milione di volte per vetrino) il piano focale in modo da assecondare tutte le imperfezioni presenti sulla superficie del vetrino, nonchè ogni eventuale movimento del vetrino stesso durante la scansione. In questo modo ogni problema legato alla calibrazione dello strumento è scongiurato, sacrificare la velocità di scansione. Infatti, una scansione a due colori ad una risoluzione di 2 micron è effettuata in meno di 20 minuti per vetrino. Inoltre l’ottimizzazione dell’ottica dello strumento, unita al miglioramento della tecnologia XDR (Extended Dynamic Range), offre la possibilità di identificare anche i geni più debolmente espressi. La tecnologia XDR permette all’utente di selezionare in un intervallo piuttosto ampio (fino a 5 ordini di grandezza) due livelli di sensibilità diversi a cui effettuare la scansione, in modo da consentire di rilevare anche i segnali più bassi, senza saturare quelli più alti. Lo scanner, quindi, effettua una doppia scansione e poi il software dello strumento combina i dati e contemporaneamente effettua un controllo sui dati presenti nella regione di sovrapposizione in modo da rilevare eventuali discrepanze. Ciò permette all’utente di effettuare misurazioni che rispecchino il più possibile la situazione reale presente sul vetrino e quindi nel campione biologico in esame, soprattutto nei casi in cui in uno stesso vetrino si osservino intensità di segnale anche molto diverse fra loro, come spesso accade in esperimenti di espressione genica e miRNA profiling. Altre caratterisitiche del software incluso nello strumento sono il processamento automatico delleimmagini, l’identificazione della griglia, l’eliminazione di eventuali pixels outlier e la determinazione accurata delleintensità e dei rapporti fra i segnali, con correzione in base al  background, eventuale segnalazione di valori anomali e calcolo dei relativi intervalli di confidenza. Sono inoltre disponibili una serie di strumenti di controllo qualità che permettono al ricercatore di controllare l’affidabilità dei propri dati. Infine è da sottolineare l’utilizzo per la prima volta di vetrini con probes lunghi 60 oligonucleotidi che incrementano ulteriormente la sensibilità grazie ad effetti sterici e non sterici. Uno dei grossi vantaggi di questa scelta è il fatto che è sufficiente un solo probe per gene o per trascritto, senza escludere il fatto che questi tipi di probes sono ad esempio più tolleranti nei confronti dei mismatches, fattore utile nel caso si vogliano analizzare regioni polimorfiche. La piattaforma può essere utilizzata per studi di genomica e trascrittomica nel campo della medicina, veterinaria ed agroalimentare, utilizzando campioni biologici e sezioni di tessuti normali e patologici.

L’Unità Operativa di Ricerca è coordinata dal Prof.G.Grandaliano dell’Università degli Studi di Bari( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

La piattaforma è gestita dal Dr.M.Accetturo ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

 

PIATTAFORMA DI PROTEOMICA

La Core facility di “Proteomica e Massa” è gestita da 2 PhD Senior Scientists (un biotecnologo medico e un chimico farmaceutico), 2 dottorandi (uno per il settore biomedico e 1 per quello delle tecnologie agro-vegetali) e 2 tecnici di laboratorio biomedico che operano nel campo della messa a punto di metodi chimico-analitici e dell’applicazione di tecniche avanzate di separazione e determinazione analitica per l’analisi del proteoma.

La dotazione tecnologica della core facility è costituita da: 1) una stazione completa per la separazione delle miscele proteiche mediante Elettroforesi bidimensionale (2D-PAGE); 2) un sistema di analisi di immagine ("PROXPRESS 2D"-Perkin Elmer); 3) un apparato di digestione automatizzata e raccolta di campioni proteici (Proteineer dp e fc, Bruker Daltonics); 4) una serie di spettrometri di massa per l’analisi ed il sequenziamento di proteine e peptidi (Autoflex III ed Esquire 3000 plus, Bruker Daltonics), per la caratterizzazione delle modificazioni post-traduzionali (PTMs) delle proteine (HCTultra™ ETD II Bruker Daltonics) e per l’identificazione di profili proteici (SELDI-TOF/MS, Enterprise model, Bio-Rad). Inoltre la recente acquisizione del sistema LUCID® ID (BIO-RAD) consente la lettura diretta dei ProteinChip SELDI sullo spettrometro MALDI-TOF/MS/MS coniugando la versatilità e la rapidità del profiling SELDI, con la capacità della tecnica MALDI di fornire il sequenziamento diretto dei picchi di massa SELDI. Questo approccio combinato può portare nel breve termine a sviluppare protocolli analitici in grado di fornire rapidamente l’identificazione di nuovi biomarcatori applicabili alla diagnosi di patologie umane ed animali, inoltre è utile per la tracciabilità delle filiere agro-vegetali.

L’attività di ricerca della core facility ed i relativi servizi attivati riguardano la caratterizzazione dell’espressione proteica (proteoma) di campioni biologici umani, animali e vegetali. Uno degli obiettivi primari del laboratorio è quello di caratterizzare le proteine associate ad uno stato fisiologico o patologico di particolare interesse biologico, tecnologico od agronomico. In campo medico i servizi attivati sono prevalentemente rivolti all’attività di ricerca, nei fluidi biologici, di biomarcatori proteici per la diagnosi precoce di malattie nonché per il monitoraggio della progressione del danno d’organo. Alcuni esempi applicativi riguardano l’analisi del proteoma urinario per la ricerca di biomarcatori diagnostici e prognostici di patologie renali (Nefropatia di Bergér, Nefropatia Membranosa, Nefropatia Diabetica ecc.), l’analisi del proteoma plasmatico per la ricerca di biomarcatori di carcinoma renale e del carcinoma del colon-retto e l’analisi del proteoma salivare per la ricerca di biomarcatori del carcinoma orale. In campo agroalimentare l’attività di ricerca è al momento rivolta alla caratterizzazione proteica di alimenti tipici ed alla sicurezza degli alimenti. Alcune delle ricerche correnti riguardano la caratterizzazione proteomica di cultivar di frumento duro e l’analisi di proteomica differenziale di tali varietà sottoposte a condizioni di stress, la caratterizzazione di profili proteici di diverse cultivar di ciliegie, lenticchie e specie viti-vinicole e la valutazione degli effetti della somministrazione di sostanze anabolizzanti sul proteoma.

L’Unità Operativa di Ricerca di Proteomica è coordinata dal Prof.L.Gesualdo ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ) e dalla Prof.ssa E.Ranieri ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ) dell’Università degli Studi di Foggia.

La piattaforma è gestita dal Dr.M.Papale ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

 

PIATTAFORMA DI METABOLOMICA

L’Unità di Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) del C.A.R.S.O. dispone di uno spettrometro Bruker  vance DRX500, della Bruker BioSpin S.r.l., con criomagnete da 11.7 Tesla (frequenza 1H = 500 MHz). Lo strumento è dotato di probes multinucleari diretti ed inversi, provvisti di gradienti, che permettono di abbracciare un campo estremamente vasto di possibili composti da analizzare. La spettroscopia di RMN è una tecnica analitica molto potente e versatile, non invasiva e non distruttiva. L’elevata sensibilità dello strumento consente di eseguire analisi complesse anche su quantità minime di sostanza. Generalmente le analisi richiedono piccole quantità di campione e nessuna preparazione preliminare.

La tecnica di RMN consente di ottenere informazioni sulla composizione chimica, sulla dinamica e sulla struttura  molecolare di matrici agroalimentari, di tipo vegetale ed animale, e dei loro estratti. Può essere applicata inoltre per l’individuazione e la caratterizzazione di stati patologici in ambito fitosanitario e veterinario, oltre che in ambito medico per la diagnosi di malattie dismetaboliche e degenerative. Infatti, è stata ampiamente utilizzata nell’ultimo decennio per l’identificazione di indicatori (in particolare di metaboliti a basso peso molecolare) di diagnosi e prognosi in varie patologie, e di possibili nuovi target di terapia mirata [1]. La tecnica di RMN, la cui peculiarità consiste in un elevato grado di riproducibilità degli esperimenti, consente inoltre di acquisire una serie di istantanee del profilo metabolico di ogni eventuale stadio di avanzamento di un particolare stato fisiologico e/o patologico, fornendo un quadro più completo e dinamico in grado di descrivere l’evoluzione di una malattia o di un normale processo fisiologico [2]. Ciò è possibile mediante lo studio delle modifiche spettrali, osservabili in spettri mono e bidimensionali.

In aggiunta alla spettroscopia monodimensionale applicata ai nuclei 1H e 13C, altre tecniche di spettroscopia RMN bidimensionali come 2D 1H omonucleari (COSY, NOESY, J-resolved, TOCSY) ed 1H-13C eteronucleari (HMBC, HSQC), possono essere utilizzate per individuare metaboliti specifici, tramite la messa a punto di fingerprinting del metabolica nei vari spettri. Ciò si rende necessario soprattutto nel caso in cui lo studio riguardi biofluidi, molecole particolarmente complesse e miscele di varia natura, poiché lo spettro monodimensionale è composto da segnali sovrapposti, spesso di difficile interpretazione.

I vantaggi nell’utilizzo di tecniche avanzate di risonanza magnetica nucleare sono inevitabilmente legati alle singolari caratteristiche ed alla completezza dei profili metabolici che esse sono in grado di produrre. Tali tecniche affiancano e/o sostituiscono le indagini analitiche tradizionali ed offrono, inoltre, la possibilità di ottenere sia dati analitici qualiquantitativi per componenti noti, sia dati strutturali e di caratterizzazione molecolare per componenti non noti presenti in miscele di metaboliti. È possibile raccogliere, pertanto, in un unico esperimento, un profilo metabolico completo. Sono ampiamente riportati in letteratura diversi esempi sulle numerose potenzialità ed applicazioni della spettroscopia RMN [3-5]. Tra le molteplici applicazioni, la tecnica di RMN multidimensionale è utilizzata anche per valutare e garantire caratteristiche di economicità e di unicità di specifiche filiere produttive in campo agroalimentare (ottimizzazione di processi, assegnazione di DOC, IGP, ecc.) e problematiche legate alla variabilità naturale delle materie prime e ai metodi di produzione [6]. I metodi di indagine spettroscopica combinati con l’uso di procedure statistiche avanzate (“pattern recognition”) rappresentano le tecniche analitiche più vantaggiose ed emergenti nel campo della chimica degli alimenti [7]. L’utilizzo di sofisticati sistemi matematici di correlazione dei dati (analisi statistica multivariata), attraverso la costruzione di spazi numerici multidimensionali, permette di estrarre nuove informazioni nascoste dalla complessità e molteplicità dei segnali.

L’Unità Operativa di Ricerca di Metabolomica è coordinata dal Prof.F.P.Fanizzi dell’Università degli Studi di Lecce ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

La piattaforma è gestita dalla Dr.ssa L.Del Coco ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

 

PIATTAFORMA DI BIOLOGIA DEI SISTEMI

Il completamento del genoma umano e l’avvento delle moderne tecnologie ad alto rendimento, come ad esempio quelle basate su microarray di DNA, sono il fondamento per un nuovo approccio allo studio delle scienze della vita e, in particolare, della medicina. Tali tecnologie consentono di studiare da un punto di vista quantitativo e su scala genomica fenomeni complessi e di determinare gli agenti molecolari associati a patologie multi-geniche e multi-fattoriali rilevanti per la salute dell’uomo. Grazie a queste nuove tecnologie si e’ oggi a conoscenza di importanti biomarcatori associati all’insorgenza e sviluppo di patologie complesse. Nonostante siano state compiute negli ultimi anni scoperte altamente significative che hanno consentito di spiegare le basi genetiche di numerose patologie, molto resta ancora da fare per traslare tali scoperte in ricadute cliniche. Questo aspetto fondamentale richiede nuovi paradigmi scientifici per la scoperta di nuovi marcatori molecolari e farmaci. Infatti l’identificazione di un’associazione tra molecole individuali e specifici fenotipi non e’ sufficiente per stabilire che detta molecola sia la base di un test clinicamente utile o sia target di un potenziale farmaco. Fenotipi patologici molecolari multi-fattoriali rendono sempre più evidente che lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici deve essere basato sullo studio simultaneo dell’intero “Sistema”. Questo e’ in netto contrasto con l’approccio riduzionista che affronta lo studio di fenomeni complessi analizzando molecole individualmente. Tale approccio e’ basato sul principio che problemi complessi possono essere risolti riducendoli in problemi più piccoli, unità più semplici da trattare. La Biologia dei Sistemi si basa su un approccio rappresentato da diverse discipline integranti la biologia cellulare che muove dallo studio del genoma (identificazione dei polimorfismi genici), prosegue con la transcrittomica (valutazione dell’espressione dei geni nelle cellule e tessuti e loro validazione), procede con lo studio del prodotto genico (proteomica) e l’identificazione dei metaboliti delle proteine (metabolomica). E’ un approccio multidisciplinare che collegando la biologia con la matematica, chimica, fisica, informatica, modellistica e medicina, aiuta a comprendere i processi biologici. La Biologia dei Sistemi è oggi applicata in diversi settori industriali come la farmaceutica, le biotecnologie, i biocombustibili, gli alimenti, l’ambiente e le terapie. Per affrontare lo studio di fenomeni biologici complessi, integrando in modo sistemico le informazioni provenienti dalle diverse tecnologie, e’ stato allestito presso l’ISSIA – CNR di Bari un Laboratorio di Biologia dei Sistemi, in cui matematici, fisici, informatici, biologi e medici cooperano per studiare i differenti fenomeni molecolari alla base di numerose patologie complesse. Tale laboratorio e’ dotato di un High Performance Computer Server, costituito da 64 nodi di calcolo. Ogni nodo e’ costituito da una scheda biprocessore Intel quadcore, interconesso in INFINIBAND, ciascuno dotato di 24 GB di RAM e 250 GB di disco. Infine il server e’ dotato di un sistema di storage di 14 TB.

L’Unità Operativa di Ricerca è coordinata dal Dr. N.Ancona della Sezione ISSIA del CNR di Bari ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ). La piattaforma è gestita dalla Dr.ssa T.M.Creanza ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

 

BIOBANCA

Il rapido avanzamento della ricerca e delle tecnologie applicate alla medicina ha portato ad un considerevole aumento di interesse per la raccolta, conservazione e distribuzione di materiale biologico. Tale complesso di attività viene genericamente indicato con il termine di Biobanca.

Una Biobanca è, perciò, una raccolta organizzata di biomateriali (tessuti, liquidi biologici, acidi nucleici, etc), ottenuti da soggetti sani e da pazienti affetti da varie forme di malattia, ottimamente raccolti e conservati e associati a tutte le necessarie informazioni anamnestico/cliniche/biologiche.

Uno stoccaggio sicuro dipende da un ottimo sistema di gestione basato su addestramento del personale, tecnologie avanzate e su un efficace sistema di back-up. Inoltre, di fondamentale importanza è la distribuzione e la gestione informatizzata dei dati secondo quanto previsto dalle leggi per la tutela della privacy.

Attualmente, moltissimi ricercatori a titolo individuale, collezionano materiale biologico all’interno di enti pubblici di ricerca, di ospedali. etc. Nella maggior parte dei casi tutto ciò avviene in assenza di strutture adeguate e/o di protocolli standardizzati atti a garantire la qualità del materiale custodito.

Tali collezioni spontanee non sono più accettabili pertanto, si stanno realizzando in diverse regioni italiane delle BIOBANCHE organizzate secondo regole comuni e condivise che garantiscono alti livelli di qualità, di sicurezza e di competenza del personale addetto, secondo standard definiti sia a livello italiano che europeo.

La BioBanca Dipartimentale, creata nell’ambito del Progetto BISIMANE, nasce dalla necessità di voler creare una raccolta di campioni biologici provenienti da pazienti afferenti a studi clinici che coinvolgono non solo le diverse sezioni del Dipartimento dell’Emergenza e dei Trapianti d’Organo (D.E.T.O.), le Istituzioni partner del Progetto Bisimane ma anche altre strutture di ricerca a livello regionale. La BioBanca Dipartimentale è ubicata al 1° piano delle Cliniche Chirurgiche del Policlinico di Bari. Essa è costituita da cinque differenti ambienti quali: 1) accettazione dei campioni; 2) laboratorio per il processamento dei campioni; 3) criconservazione a –85°C; 4) crioconservazione in azoto liquido; 5) monitoraggio e controllo.

La Biobanca è stata realizzata secondo le Linee Guida per il Riconoscimento/Accreditamento e Certificazione di Qualità delle Biobanche, definite dal Comitato per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita e possiede, dunque, i requisiti necessari per entrare a far parte della rete nazionale ed europea delle biobanche.

La BioBanca Dipartimentale è caratterizzata dalle seguenti innovazioni tecnologiche:

a) conservazione in duplicato dei campioni biologici sia in contenitori ad azoto liquido che in congelatori a –85°C provvisti di opportuni sistemi di monitoraggio e allarme 24h/die per 365  gg/anno;

b) informatizzazione della raccolta dei campioni biologici mediante l’utilizzo di codici a barre per unfacile reperimento degli stessi, che rispetti anche le norme sulla privacy;

c) Sistemi anti-intrusione informatica e fisica all’interno dei locali, mediante l’utilizzo di accessi codificati e sistemi di video-sorveglianza;

d) Controllo telematico dei sistemi di sicurezza ambientale, anti-intrusione e di corretto funzionamento della strumentazione.

La Biobanca è coordinata dal Prof. M.Battaglia ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ), e dal Prof. A.Di Leo ( This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ) dell’Università degli Studi di Bari

La Biobanca è gestita da personale aggiornato nell’ambito della tecnica della conservazione.